CARRELLI ABBANDONATI: RIDURNE IL NUMERO PER AUMENTARE I PROFITTI

carrello abbandonato

Pratica diffusa degli shopper online è quella di visitare un sito, scegliere un prodotto e metterlo nel carrello, senza concludere l’acquisto. Apparentemente può sembrare non sortire alcun effetto. Niente di più sbagliato! Un tale comportamento, soprattutto se ripetuto, rappresenta un problema per l’e-commerce.

Le aziende che fondano la loro attività prevalentemente online, trovano ciò un dato allarmante e frustrante. Non è sufficiente infatti essere riusciti ad attirare sul proprio sito un elevato numero di visitatori. Perché il proprio business funzioni veramente, è ovvio che anche gli acquisti debbano salire. E avere spesso episodi di carrelli abbandonati non è certamente rassicurante.

Occorre dunque capire da dove cominciare per ridurre questo spiacevole fenomeno, puntando sul conseguente aumento dei profitti.

Perché gli utenti abbandonano i carrelli?

Il primo focus su cui concentrarsi è l’individuazione delle cause che, con ogni probabilità, spingono i vari utenti ad abbandonare i carrelli.

Una prima causa, sebbene possa apparire banale, è la non convinzione sull’acquisto. Ci può essere un interesse iniziale che poi svanisce al momento dell’acquisto, forse per prendere maggior tempo per pensarci, o forse per fare un raffronto con altri prodotti di altri marchi. La concorrenza, infatti, può giocare un ruolo molto importante in questi casi, e trovare altrove lo stesso prodotto ad un prezzo più conveniente spinge inevitabilmente all’abbandono.

Un’altra possibile causa risiede nella mancanza di fiducia dell’utente che si trova a visitare quel determinato sito per la prima volta. Ma anche nello scetticismo, dettato dalla prima esperienza negli acquisti online. Toccare con mano rappresenta ancora un elemento da cui molti clienti non riescono a staccarsi.

Avere di fronte solo immagini o video di presentazione, ad alcuni acquirenti particolarmente esigenti non basta. Possono essere attratti da un certo prodotto, ma non ne sono convinti al punto da portare a termine la transazione.

Checkout: Meno Step maggiore resa

Una motivazione sicuramente comprensibile dietro all’abbandono sta poi nell’eventuale complessità e lungaggine del processo di checkout. Chi si affida ad un negozio online vorrebbe infatti trovarsi di fronte a modalità d’acquisto rapide e semplici, senza distrazionj e senza il passaggio obbligato dell’iscrizione al sito. Altrimenti si affiderà ad un altro sito e-commerce più agevole negli acquisti.

Continuando l’elenco delle papabili cause dei carrelli abbandonati, riveste una posizione rilevante la mancanza di trasparenza. Se infatti, al momento del checkout, dovessero comparire costi aggiuntivi non indicati fin da subito, questo allontanerebbe il cliente. Pensiamo ad esempio a costi di spedizione inaspettati.

Altra ulteriore causa: la mancanza delle condizioni di reso. È molto importante, quando si decide di acquistare, avere la sicurezza anche di poter restituire ciò che si è comperato con tanto di rimborso o cambio del prodotto. Questa è una delle prime informazioni che vengono cercate. Se dovesse mancare o non fosse chiara, lo shopper potrebbe tendere a scoraggiarsi in fase di transazione.

Inoltre, da non trascurare è anche la scarsa fluidità di navigazione. Cosa c’di peggio, durante la scelta del prodotto o durante il checkout, di un caricamento lento della pagina o di una pagina che crasha? Ciò influenzerebbe negativamente l’eventuale cliente. E la stessa cosa varrebbe anche qualora il sito su cui si è intenzionati a comprare, non fosse predisposto alla versione mobile. La user experience è un aspetto di particolare importanza.

Infine, l’aspetto intorno al quale ruota l’acquisto: il pagamento. Offrire poche opzioni di pagamento potrebbe portare a un basso numero di acquirenti.

Come ridurre il fenomeno dei carrelli abbandonati

Una volta capite le cause che conducono gli utenti ad abbandonare i carrelli, si possono seguire due strade per combattere il fenomeno: prevenirlo oppure curarlo.

A scopo preventivo sono molteplici gli accorgimenti che possono essere adottati. Cerchiamo dunque di esaminarli per non essere colti impreparati.

Innanzitutto ciò che rassicura l’ipotetico cliente è la protezione dei dati sensibili. Come sappiamo infatti, in fase di acquisto, devono essere forniti dati strettamente personali, quali l’indirizzo di residenza per ricevere l’ordine, e soprattutto magari il numero della propria carta di credito. Importante è dunque esporre i cosiddetti “trust logos”, loghi che garantiscono l’assenza di malware e phishing, garantendo assoluta protezione dei dati finanziari e non dei consumatori. La lotta ai carrelli abbandonati deve poi essere rivolta alla fluidità nella navigazione del sito, che, in caso contrario, come abbiamo visto, avrebbe sicuramente una negativa influenza sugli utenti.

Occorre dunque puntare sulla velocità di caricamento delle pagine, oltre che su procedure semplificare di checkout, scandendo in maniera chiara le varie fasi di acquisto. E, cosa fondamentale, meglio consentire diverse modalità di pagamento.

Paypal è senz’altro il più diffuso, ma è bene ampliare il novero di opzioni con le diverse carte prepagate e carte di credito, bonifico bancario e contrassegno. Infine, accorgimenti aggiuntivi per evitare l’abbandono dei carrelli possono essere la previsione di spese di spedizione gratuite, anche temporaneamente o al raggiungimento di una soglia di spesa, purché vi sia trasparenza nell’informare i clienti fin da subito. Nonché una live chat con cui interagire con gli utenti per ogni chiarimento e risoluzione tempestiva di eventuali problemi.

Il recupero dei carrelli abbandonati

Se invece il fenomeno di abbandono si è già verificato, occorre cercare di risolvere il problema, arginando l’impatto negativo sul business dello store. Tra le possibili strategie a disposizione troviamo il “display advertising”, cioè messaggi che compariranno all’utente responsabile della non conclusione dell’acquisto, che dovrebbero stimolarlo a ritornare sul sito completando la transazione.

È comunque una strategia non sempre vincente perché potrebbe anche infastidire il cliente. Un altro intervento può essere inoltre l’utilizzo di appositi programmi volti ad indagare l’abbandono, tracciando il comportamento dell’utenza. Pensiamo in questo caso a software come Hotjar e Crazyegg.

Da ultimo, abbastanza utile può essere l’invio di email al cliente, per ricordargli ciò che ha lasciato nel carrello, e motivarlo all’acquisto tramite l’offerta di un piccolo sconto o informandolo sulla disponibilità limitata del prodotto stesso. Strategia questa che funziona comunque solo sugli utenti già registrati che hanno fornito l’indirizzo email.

Ecco dunque alcuni spunti per ridurre l’abbandono di carrelli e aumentare le vendite.