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Sito internet Lurkmore, nel mirino autorità russe, chiude

Sito internet Lurkmore, nel mirino autorità russe, chiude

Mosca, 23 giu. (askanews) – Il sito internet russo Lurkmore chiude. Lo ha annunciato su Facebook Dmitry Khomak, fondatore di quella che è definita una “enciclopedia del folklore e della sub-cultura” russa e spesso indicata come la “wikipedia satirica” russa, finita negli ultimi anni sotto la lente severa dell’Authority russa per i media Roskomnadzor.

Khomak ha precisato che la sua decisione non significa una chiusura totale di Lurkmore. “Non è, ovviamente, la fine del progetto. È la fine di una splendida epoca per tutti noi”, ha scritto nel post.

Il sito è stato oggetto di un attento esame da parte delle autorità russe negli ultimi anni. Lo scorso aprile, a Lurkmore è stato chiesto di cancellare una pagina con immagini non autorizzate del cantante russo Valery Syutkin. Inoltre, secondo Lenta.ru, nel 2014 erano finite nella lista nera Roskomnadzor cinque pagine del sito per informazioni sulle droghe. Successivamente, Lurkmore risposto alla richiesta, eliminando le pagine.

Nel 2012, due articoli pubblicati sul sito hanno portato all’ingresso nel registro ufficiale dei siti proibiti per la propaganda di sostanze stupefacenti.

Khomak ha spiegato su Facebook che la sua decisione di congelare il sito è stata significativamente influenzata dalla recente designazione come “agente straniero” della no profit Dinastia. Khomak su Facebook ha inoltre spiegato di essere in difficoltà finanziarie. A gfine maggio l’ideatore di Dinastia, una delle principali fondazioni private della Russia che sostiene la ricerca scientifica, ha minacciato di fermare i finanziamenti, dopo essere stato etichettato “agente straniero” in base alla controversa legge sulle Ong.

La Fondazione Dinastia – istituita dal magnate russo proveniente dalle telecomunicazioni Dmitry Zimin – è stata bollata dalle autorità lunedì scorso, sotto la legislazione del 2012 che va a colpire le organizzazioni foraggiate con finanziamenti dall’estero. “Ovviamente non voglio spendere i miei soldi ed essere accusato di farlo per conto di un governo straniero” aveva detto Zimin.

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