Senzatetto e profughi, a cena insieme

Pistoia, 15 giugno 2015 – Per la foto ricordo si sono messi tutti in posa intorno a una casetta di plastica colorata, di quelle per i bambini. Non è stata una scelta casuale, è il simbolo di ciò che è più importante per ogni persona: un tetto sotto cui rifugiarsi. E loro non ce l’hanno. Loro sono i migranti ospitati da qualche tempo tra Marliana e Pistoia e i senzatetto della stazione di Pistoia, tutti insieme, per una sera, al Centro Giovani di via Nazario Sauro, alle porte della città e che vive ancora, scongiurata la chiusura, sotto la direzione di don Alessandro Carmignani, parroco di Marliana.

Da tempo, il mercoledì sera, il Centro e i volontari aprono le porte ai senzatetto, che cenano tutti insieme. L’ultimo mercoledì è stato particolarmente intenso, il perché ce lo spiega don Carmignani.

Oltre ai senzatetto della stazione – dice don Alessandro – sono stati invitati anche alcuni profughi che sono stati accolti tra Marliana e Pistoia. Hanno cenato tutti insieme, eravamo ottanta persone. I senzatetto hanno creato un piccolo gruppo musicale, hanno suonato e cantato.

Spesso – è la riflessione del giovane parroco – i politici contrappongono le varie forme di povertà. Qui invece abbiamo scelto di accostarle, perché la povertà non ha colore e tutti hanno bisogno di aiuto. E’ stata una bella festa, insieme. Per dimostrare a chi dice “prima gli italiani“ che tutti coloro che hanno bisogno hanno diritto di essere aiutati. Ci hanno regalato quella casina di plastica, come segno che oggi, sapere che ci sono persone senza un tetto, non è degno di una società. A Pistoia ci sono cinquanta persone che dormono per la strada e tanti stranieri senza opportunità.

“La povertà non ha colore, nè nazionalità. Mercoledì è stata una serata molto bella e abbiamo ricevuto un grande aiuto dai commercianti pistoiesi e dai privati, che hanno dimostrato una grande sensibilità. Come sempre del resto, perchè ogni mercoledì, con pochi euro, diamo da mangiare a più di settanta persone e senza chiedere loro da dove vengono, perchè un piatto di pasta non si nega a nessuno. Noi – conclude don Carmignani – siamo qui, e saranno ben accolte nuove energie e aiuti”.

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