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Ricoveri ripetuti, visite in ritardo: che cosa non va all’ospedale di Prato

PRATO. E’ un bilancio in chiaroscuro quello stilato dal Laboratorio management e sanità della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa sullo stato di salute dell’Azienda sanitaria di Prato. Qualche miglioramento delle prestazioni, qualche peggioramento, una sostanziale tenuta.

Lo studio viene compiuto ogni anno su centinaia di indicatori (quelli riferiti al 2014 erano ben 346) e si propone l’ambizioso obiettivo di raccontarci cosa va e cosa non va. Un documento di non facile lettura, ma spulciando tra le carte qualche spunto emerge.

Intanto il quadro generale. Le performance di livello ottimo sono 70, pari al 20,2%, quelle di livello buono 95 (27,5%), quelle medie 63 (18,2%), le scarse 54 (15,6%), le molto scarse 64 (18,5%). Rispetto al 2013 aumenta il livello più basso, ma anche quello classificato come buono. Non c’è insomma un’indicazione univoca. Conviene dunque concentrarsi sui singoli indicatori per capire che cosa va e che cosa non va.

Ricoveri ripetuti. Uno dei due talloni d’Achille della sanità pratese nel 2014 è stato l’indicatore dei ricoveri ripetuti, cioè tutte le volte che un paziente torna in ospedale entro 30 giorni dopo la dimissione senza che il nuovo ricovero sia programmato. Secondo la Scuola di Sant’Anna, si tratta di un importante indicatore della qualità e sicurezza delle prestazioni degli ospedali “in quanto rappresentano un danno per i pazienti e un costo per il sistema sanitario”. Nella particolare classifica dei ricoveri ripetuti l’Asl di Prato è ultima per distacco rispetto alle altre con un indice di 0,23 rispetto a una media toscana di 2,44. Dunque in questo campo c’è sicuramente qualcosa che non ha funzionato e deve essere corretto.

Screening oncologici. L’altro tallone d’Achille dell’Asl 4 nel 2014 sono stati gli screening oncologici, cioè i controlli periodici per prevenire i tumori. Dal rapporto della Scuola di Sant’Anna emerge che l’estensione e l’adesione agli screening sono state inferiori a quelle di altre aziende sanitarie. L’indice si ferma a 2,58 rispetto a una media toscana di 3,13. Peggio di noi ha fatto solo Viareggio (2,34) ma come si vede, qui gli scostamenti sono inferiori rispetto ai ricoveri ripetuti.

Visite specialistiche in ritardo. Un’altra nota dolente per l’Asl 4, ma soprattutto per i cittadini, sono i tempi di attesa per le prime visite specialistiche e le prestazioni diagnostiche. Per un elenco di sette visite specialistiche la Regione si era impegnata a garantire l’appuntamento entro 15 giorni dalla richiesta, ma il risultato non è stato raggiunto. A Prato nel 2014 è successo nel 32,11% dei casi, dunque due volte su tre il paziente ha dovuto aspettare. Si tratta della percentuale di prime visite specialistiche prenotate entro 15 giorni e prestazioni diagnostiche prenotate entro 30 giorni. La media regionale è molto più alta, 42,40%, ma Prato è in buona compagnia: a Livorno la percentuale crolla al 23,85%, a Empoli al 29,58%. Il dato negativo è che si nota un peggioramento rispetto al 2013, quando a Prato la percentuale di visite prenotate in tempo era del 38,2%.

Altri indicatori. Nello studio della Scuola di Sant’Anna, come detto, ci sono molti altri indicatori. Ad esempio la mortalità infantile, e qui arrivano le buone notizie, perché l’indice di Prato si attesa su 3,84 rispetto a una media toscana di 2,68.

Anche sulla mortalità per suicidi Prato è messa meglio di altre province: nel 2014 ci sono stati 48 casi per un indicatore di 5,86 rispetto a una media toscana di 5,41. In totale in Toscana l’anno scorso ci

sono stati 803 suicidi. Quanto alla mortalità per tumore, l’indice di Prato (157,35) non si discosta da quello delle altre province toscane. Un’altra notizia positiva arriva dall’indicatore della speranza di vita, che a Prato è di 4,07 rispetto a una media regionale di 3,45.

 

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