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Profughi oltre la soglia massima di accoglienza

I profughi ospitati nel Santa... I profughi ospitati nel Santa Caterina (foto Batavia)

PRATO. Profughi oltre la soglia massima dell’accoglienza: non c’è allarme ma Comune e Prefettura sono impegnati a trovare soluzioni.Con gli ultimi arrivi la quota di migranti in cerca di un’altra vita a Prato è arrivata a 250, cinque persone oltre la soglia dei 245. E venerdì arriveranno altri quindici disperati, non si sa ancora da dove, ma toccheranno comunque a questo territorio.

«La Cooperativa Sociale 22 (associazione temporanea di imprese composta da Santa Rita, Astir e Pane &Rose che ha visto l’appalto per la gestione profughi su Prato ndr) ha la possibilità di ospitare almeno un’altra venti na di migranti – spiega il vicesindaco Simone Faggi , al ritorno da una riunione in prefettura – certo è che se i numeri dovesser aumentare ancora, sarà necessario individuare altre strutture per dare accoglienza».

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Parte oggi, mercoledì 10 giugno, il lavoro volontario per 20 migranti arrivati a Prato da più tempo: due saranno impiegati nell’Emporio Caritas e  altri due nei circoli Arci. Complessivamente sono 232 le persone accolte, se ne aspettano altre 12 nelle prossime ore

E proprio di questo si è parlato nell’ennesimo summit con il prefetto Maria Laura Simonetti e con un duplice l’obiettivo: riuscire a dare una sistemazione alle persone in fuga da fame, povertà e guerra senza che però il territorio entri in fermento. «Fino a ora – prosegue Faggi – ci siamo riusciti. Ma il problema è serio, perché si scarica la questione sulle comunità che accolgono. Fino a che il numero di profughi resta affrontabile, una soluzione ci si sforzerà di trovarla. Ma il fatto è che non sappiamo quanti migranti arriveranno e se saranno troppi dovrà per forza intervenire il governo».

La Prefettura ha emanato un altro bando in cerca di alloggi per ulteriori 150 migranti «Stiamo cercando strutture private – prosegue il vicesindaco – Appartamenti, soprattutto, e se si rendono disponibili anche residence. La soluzione dei capannoni, per il momento, è impraticabile».

Presto le istituzioni dovranno affrontare anche un altro problema: quello dei profughi arrivati per primi, nel 2014, che non hanno ottenuto lo status di rifugiati (secondo le stime sono il 90% dei richiedenti) e che non potranno restare sul territorio. Ma che farne ancora nessuno lo sa.

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