Ma che SEO fai se il contenuto non ce l’hai?

Vedere il proprio sito nei primi risultati di Google è il sogno (nemmeno tanto proibito) di ogni proprietario di siti web. E non è un caso che da qualche anno a questa parte il settore della Search Engine Optimization (SEO) sia in forte crescita, con tanto di proliferazione di scuole e corsi online, offerte stracciate per accalappiarsi clienti bramosi di scalare le serp, video, libri, blog, corse per stare dietro agli aggiornamenti di Big G e chi ne ha più ne metta.

Ma occuparsi di un sito Internet non è affatto cosa semplice. In un certo senso, ciò che fa arrivare al successo è il risultato di un’alchimia di elementi. La creazione di un’armonia fra diversi fattori che devono essere sempre tenuti sott’occhio, aggiornati, capiti e rielaborati, più tanta pazienza, perchè i risultati si raggiungono solo con il tempo. Lo sa bene chi per mestiere o per hobby si cimenta nel SEO e ha visto almeno una volta nella sua vita la famosissima “SEO Table” dove, come in una tavola periodica, sono dispiegati tutti gli elementi che un SEO deve riuscire a gestire contemporaneamente (o quasi).

Siete già in confusione? Niente paura. Una ricerca della Ascend2, agenzia di professionisti del marketing e della ricerca, ha rivelato qual è il fattore definitivo da tenere presente, quello al quale nessun SEO può sfuggire perchè in grado di fare il successo del sito Internet: il content. Secondo lo studio presentato a giugno 2015, ben 7 professionisti del marketing digitale su 10 si sono detti sicuri che la tattica SEO più efficace sia quella della creazione di contenuti di qualità (72%). Allo stesso tempo, però, la content creation si è attestata anche come il secondo tra i fattori più difficili da portare avanti (46%), superata solo dalla link building (52%).

Al secondo posto tra gli elementi più efficaci per la SEO c’è la keyword e/o phrase research con il 46% delle preferenze. Un dato che si lega comunque a quello della creazione di contenuti rilevanti, in quanto i termini che vengono scelti devono essere inseriti in un testo, andando quindi a influenzarlo fortemente.

Interessante notare, poi, come l’integrazione del sito Internet con i social network collegati sia stata citata solo dal 28% dei professionisti, attestandosi al quinto posto per efficacia, nonostante lo strapotere dei social in questi ultimi anni.

Insomma, “Content is still the king“. D’altronde, se un titolo o una immagine possono risultare accattivanti per i surfer del web, è solo la rilevanza del contenuto rispetto a ciò che stanno cercando che li convincerà a passare più tempo possibile su un sito. E i SEO lo sanno.

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