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In 1.500 alla processione del Corpus Domini

La processione sfila per le vie del... La processione sfila per le vie del centro di Prato

PRATO. Tanti i fedeli che hanno preso parte alla processione eucaristica di giovedì sera, 4 giugno, del Corpus Domini. Si stima che i partecipanti siano stati oltre 1.500. Ma se in molti hanno voluto prendere parte all’evento la città si è dimostrata tiepida per non dire fredda nell’accogliere il passaggio di Gesù Eucaristia. Una decina le finestre e i balconi parati, poche vetrine illuminate e solo qualche sparuto lume in una via del centro. In alcune strade ai lati degli ingressi delle abitazioni facevano bella mostra i sacchetti della raccolta differenziata. I residenti, forse, non hanno preso in considerazione che ci sarebbe stato il corteo religioso e che la raccolta sarebbe avvenuta al termine e non prima.

Come se non bastasse, in barba ai divieti di sosta nelle ore della processione in via del Serraglio c’erano auto parcheggiate. “Lo abbiamo fatto presente ai vigili che erano in zona – commenta un residente – Gli agenti della polizia municipale non sono nemmeno venuti a vedere, di conseguenza nessuna multa e i mezzi lasciati li ad intralciare il corteo”. La processione eucaristica è stata presieduta dal vescovo di Prato Franco Agostinelli alla prezenza dei canonici, sacerdoti, religiosi e dei vari gruppi che fanno capo alla chiesa. Presenti autorità civili e militari. Il corteo è partito da piazza Mercatale e si è diretto in via Santa Margherita, via Cironi, quindi via Magnolfi, via Cavallotti, via del Serraglio, via Muzzi, via Guasti, piazza del Comune, il corso, per poi arrivare in Duomo.

Il vescovo si è quindi rivolto alla piazza dal pulpito di Donatello: ”La presenza del Signore si coglie quando siamo capaci di coglierlo nella fede – ha detto monsignor Agostinelli – Non nei segni dell’onnipotenza e del miracolistico, della forza e dell’imposizione, ma della fragilità e disponibilità di un pezzo di pane, di un bimbo, di un povero, di un profugo, di un malato». Nel suo messaggio monsignor Agostinelli ha messo in guardia i pratesi dalla «triste attualità» dei vizi capitali. «Molti sorridono quando noi sacerdoti li ricordiamo – ha affermato – ma non scordiamoci che essi rappresentano i classici errori dell’uomo e purtroppo noi li diamo come irrimediabilmente inevitabili. In cima alla lista sta la superbia, intesa come punto di partenza di ogni esilio di Dio dalla nostra vita, è la pretesa di voler essere come lui, di mettere l’io al centro. Tutti gli altri vizi sono derive ineluttabili. In questo settenario prima o poi incappiamo tutti, preti compresi». Secondo il vescovo l’occasione per «aprire le porte a Cristo» e riscoprire «la gioia e la bellezza della confessione» arriveranno con l’anno santo straordinario della Misericordia,

preceduto a Prato dalla visita di Papa Francesco. Infine, monsignor Agostinelli è tornato sulla necessità del riposo festivo come occasione per accostarsi al Sacramento dell’Eucaristia durante la messa domenicale. Dopo l’omelia monsigor Agostinelli ha impartito la solenne benedizione.

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