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Impatto SEO dei nuovi domini di primo livello, Google risponde – News PMI Servizi

  • 22 luglio 2015
  • Seo

Diciamo la verità, non lo fa spessissimo. Google, o meglio, i suoi portavoce, non amano esporsi troppo di frequente e benché John Mueller sia una persona assolutamente disponibile, rappresenta pur sempre un’azienda.
Ieri lo ha fatto, con un post pubblicato su Webmaster Central Blog e intitolato Google’s handling of new top level domains.

In generale possiamo riassumere così il contenuto dell’articolo: per Google tutti i “figli” sono uguali. Nello specifico, c’è qualcosa da aggiungere.
Innanzitutto spiega la motivazione di queste dichiarazioni ufficiali, necessità che nasce dall’esigenza di rispondere ad alcune domande e quindi fugare alcuni dubbi in merito al “comportamento” di Google nei confronti dei nuovi domini di primo livello gTLD come .guru, .how, o .BRAND. Vediamo insieme le affermazioni di Mueller che la dicono lunga su alcune “voci” in giro per il web.

Google tratta i nuovi gTLDS come gli altri (.com e .org). Le parole chiave in un TLD non danno alcun vantaggio né svantaggio per il search;

domanda dominiGooglebot è in grado scansionare e indicizzare questi TLDs. Google tratta la versione Punycode di un hostname nello stesso modo in cui tratta la versione non codificata. E aggiunge: per il resto dell’URL, ricordatevi di usare UTF se si utilizzano caratteri non ASCII.

I domini .BRAND non avranno maggior o minor peso rispetto ai .com. Saranno trattati allo stesso modo, richiederanno le stesse specifiche in termini geotargeting e configurazione.

I nuovi domini dedicati a regioni e città (.london o .bayern) saranno trattati esattamente come gli altri. Potrebbero esserci eccezioni a un certo punto (nel futuro, dopo aver visto come verranno utilizzati nella pratica).

Per i ccTLDs (domini di primo livello .it, .uk, .ae), questi di default vengono utilizzati da Google per geolocalizzare il sito web; questo tipo di dominio ci dice che il sito web è probabilmente più rilevante per il paese al quale “appartiene”.

Eventuali spostamenti di domini, per esempio da .com a un nuovo TLD, verranno trattati come tutti gli altri spostamenti di domini. Però – aggiunge – (ed è importante sottolinearlo, diciamo noi) il cambio di dominio richiede tempo per essere processato quindi generalmente la migliore scelta è quella di penare a un dominio “di lunga vita”.

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