Il Rigoletto / Gestisci blog, social e SEO con il content marketing

  • 20 giugno 2015
  • Seo

Senza titolo 1

Ti sei mai accorto che le aziende più apprezzate nel web hanno spesso anche un forte seguito di utenti nei social media e producono contenuti eccezionali in tutti i canali in cui sono presenti?
Quelle aziende sono state in grado di distinguersi dai competitor e di trasformarsi in editori.

Oggi un’azienda per avere successo nel web e battere la concorrenza ha bisogno di diventare editore e promotore di contenuti.
I contenuti saranno le pepite d’oro che attireranno i tuoi clienti verso la tua azienda, trasformandoli da curiosi lettori a clienti fedeli.

Per diventare un editore di contenuti dovrai essere in grado di presenziare adeguatamente le piattaforme sociali, di ascoltare i tuoi clienti, di stringere relazioni con le community e di produrre contenuti eccezionali che il tuo pubblico vorrà condividere.

Questo libro ti spiega, passo dopo passo, con occhio strategico e avvalendosi di reali casi di successo, come costruire e accrescere la visibilità e la notorietà di marca della tua azienda sfruttando social media, motori di ricerca, digital PR e soprattutto loro, i contenuti.

I tempi sono maturi, il web è in fermento e non puoi più pianificare strategie di marketing vincenti senza contenuti.
 

L’autore

Autore del blog webinfermento.it e fondatore dell’omonima digital marketing agency.
Specializzato nello sviluppo di strategie di Search e Social Marketing volte a creare visibilità alle aziende.
Ha contribuito a trasformare il blog webinfermento.it in una delle più autorevoli fonti di informazione sul settore in Italia.

Gestisci blog, social e SEO con il content marketing
di Dario Ciracì
Editore Dario Flaccovio
285 pagg 28,00 Euro

Introduzione

In un periodo come questo in cui la nostra economia inizia a riprendersi, seppur molto lentamente, dalla profonda recessione mondiale che ha messo alle strette anche i Paesi più industrializzati, il web ha rappresentato un canale molto ambito e desiderato da numerose aziende, per promuovere prodotti e servizi.

Agli inizi della mia carriera lavorativa, nel 2009, ricordo come “fare marketing sui social media” veniva visto come una sorta di nuova lampada di Aladino a costo zero che ti avrebbe permesso di esaudire tutti i tuoi più importanti obiettivi e desideri di business.
Soltanto cinque anni fa c’era infatti molta meno percezione del reale valore dei social media e ancora meno di quello dei contenuti online.

Le aziende erano state abituate a un decennio in cui, dopo la bolla delle Dot Com, i nuovi media si erano diffusi rendendosi strumenti operativi del web marketing.
Canali come l’email marketing, il display advertising e successivamente il pay-per-click – che, per quanto nuovi media, restavano pur sempre strumenti per fare pubblicità online e spesso in modo intrusivo o, per meglio definirlo, interruttivo – crebbero notevolmente in termini di investimenti di marketing. Era quindi una “normalità” che l’utente fosse distratto da un annuncio pubblicitario mentre navigava nel web.

La denuncia di tale approccio, di cui era ormai saturo il mercato e a cui il pubblico di riferimento prestava sempre meno attenzione, è stato ripresa più volte da Seth Godin, esperto mondiale di marketing, che ha anteposto al concetto di Interruption Marketing quello di Permission Marketing, inteso come approccio strategico secondo il quale è il cliente ad andare di sua spontanea volontà da un’azienda e non viceversa.

La diffusione della banda larga, dei social network e dei vari strumenti online di partecipazione ha permesso a milioni di utenti di essere soggetti attivi nella determinazione del successo o insuccesso di migliaia di prodotti, spot pubblicitari, livelli di qualità dei servizi e, in alcuni casi, anche del fallimento di intere aziende.
Non ti stupirà infatti vedere oggi frequenti campagne di digital consumer empowerment attivate da diverse aziende proprio grazie al potere comunicativo e di confronto espresso dagli utenti nelle reti sociali.

Una delle più recenti è quella che ha permesso di reintrodurre nel mercato il noto Winner Taco di Algida, grazie alle diverse pagine a tema e gruppi che erano sorti su Facebook a sostegno del prodotto fuori produzione ormai da anni.

I social media hanno quindi in parte invertito la tendenza dei media online di equipararsi a quelli classici e noti ai pubblicitari del mondo offline, quali stampa, radio e tv, dando modo ai fruitori di farsi giudici del messaggio veicolato, del prodotto pubblicizzato o anche del contenitore utilizzato. Tutto quello che fa oggi un’azienda nei social media può essere oggetto di apprezzamento o disprezzo e ogni sua azione può aiutarne lo sviluppo della reputazione o, al contrario, comprometterla e affossarla.

Sempre sulla scia del Permission Marketing, anche il modo di produrre contenuti online è molto cambiato negli ultimi anni. L’utente è stanco di leggere pagine web statiche che descrivono il prodotto e cercano di convincerlo ad acquistarlo, magari evidenziandone soltanto gli aspetti positivi.
L’utente è alla ricerca di contenuti informativi che rispondano ai suoi bisogni personali, che soddisfino la sua esigenza di ricerca e a cui spesso accede per mezzo di una query su Google, o magari perché nota un contenuto online diffusosi in modo esponenziale nei social media.

Anche per i contenuti online vale ormai la regola del Permission Marketing. È necessario smettere di pensare di produrre contenuti che parlano ai clienti in un “linguaggio aziendale” e che altro non sono che claim commerciali e iniziare ad adottare una mentalità volta a soddisfare i bisogni informativi dei propri clienti attuali e potenziali. Sarà poi l’utente, soddisfatto dal contenuto “consumato”, a ricordarsi della tua azienda, all’insorgere del bisogno di acquisto che il tuo prodotto o servizio può soddisfare e a scegliere la tua offerta anziché quella del competitor.

L’universo comunicativo delle reti sociali vede oggi un insieme di connessioni predominate dagli utenti e non più dalle aziende. Si pensi per esempio alle caratteristiche dei social network; posso benissimo decidere di nascondere, con un’azione, le conversazioni provenienti da un brand anche se ho deciso di seguirne gli aggiornamenti.

Come aziende non stiamo più costruendo delle community a cui invitare come spettatori degli utenti potenziali, dei clienti.
SIAMO INVECE OSPITI DI UN PALCOSCENICO DI CONVERSAZIONI RETICOLARI GENERATE DAGLI UTENTI nel quale spesso si parla un linguaggio comune, si condividono idee e pareri ma sempre avendo al centro un comune denominatore: le conversazioni che si generano sono tra pari.

Bisognerebbe quindi ricordarsi che ogni azione troppo intrusiva, soprattutto quando si cerca di raggiungere un utente nel modo e nel momento più sbagliato (pensiamo ad una campagna di advertising su Facebook con una profilazione del target non proprio azzeccata), verrà notata dall’utente che potrà decidere di ”zittire” il brand.

L’unico modo che ha l’azienda per raggiungere un utente senza interromperlo e distoglierlo dalle proprie attività è quello di inserirsi nelle sue conversazioni rispondendo ai suoi bisogni prima con i giusti contenuti informativi e poi con eccellenti prodotti e servizi.

Questo libro avrà l’obiettivo di spiegarti come una solida ed efficace presenza nei social media, unita all’ideazione, realizzazione e diffusione di contenuti informativi e la costruzione di network di relazioni con i blogger della propria nicchia, permetterà a qualsiasi azienda di posízíonarsi nel web e diventare popolare, migliorare la propria visibilità e reputazione e costruire vantaggi competitivi difendibili e di lungo periodo che le permetteranno di essere sempre un passo avanti rispetto ai competitor.

Questo libro è pensato per tutte quelle aziende che sanno di avere prodotti e servizi eccezionali ma non sanno come comunicarlo nel web, a quelle aziende che sono già note nel mercato ma desiderose di aumentare la loro visibilità, a tutte quelle start-up che hanno l’obiettivo di farsi conoscere e di raggiungere un posizionamento di settore.

È un libro che sicuramente troveranno molto utile i consulenti di web marketing che vogliono conoscere il mondo dei social media e dei contenuti, i SEO specialist che vogliono imparare a costruire link al proprio sito in modo naturale e grazie ai contenuti, i social media specialist che hanno bisogno di ottimizzare meglio la strategia di contenuti dei canali che gestiscono, i freelance obbligati a cercare soluzioni innovative e performanti per i loro clienti e, più in generale, tutti coloro che lavorano nel marketing o che si affacciano per la prima volta al mondo del web marketing e vogliono imparare a costruire strategie digitali di successo.

Leggendo questo libro verrai a conoscenza dei processi e delle strategie che ho potuto realizzare in questi anni per clienti grandi e piccoli, con progetti innovativi e per settori anche molto diversi tra loro.
Ti spiegherò come impostare una digital strategy passando dallo sviluppo di una presenza ottimale nei social media, alla gestione delle digital pr con i blogger, fino alla produzione e distribuzione di contenuti “memorabili” che facciano il giro del web risuonando nelle reti sociali.

Non leggerai approfondimenti specifici di ogni singola area tematica di cui si parlerà (es. Social Media Marketing) ma le nozioni più utili per impostare la strategia di contenuti per la tua azienda e i contenuti saranno i veri protagonisti di tutto il percorso strategico che sto per raccontarti.

Sarà più un libro che ti spiegherà come sviluppare un percorso strategico di successo, senza elencarti soltanto una serie di strumenti operativi a supporto delle strategie.

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