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E-commerce e PMI: perfetti sconosciuti?

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E-commerce via Shutterstock

L’e-commerce è una “roba da grandi”? Navigando per lavoro e per passione tra siti che trattano di temi relativi all’e-commerce, spesso e volentieri il focus è rivolto a big del settore, agli Amazon o ai WalMart di turno, lasciando spesso da parte considerazioni sulle piccole e medie imprese, che costituiscono la colonna portante dell’economia italiana.

Volendo approfondire la questione, da una ricerca all’altra mi sono imbattuto su alcuni numeri relativi alle PMI che hanno attirato la mia attenzione. Ve li riporto:

  • Solo ad 8 piccoli e medi imprenditori su 100 è passato per la mente di aprire un negozio online. La restante parte del campione non ha mai preso in considerazione questa leva di sviluppo per il proprio business. Qui il report completo.
  • Le PMI che scommettono sulle vendite online hanno importanti benefici a livello di fatturato, alla faccia del fantasma cannibalizzazione. Il giro d’affari di chi investe nell’e-commerce cresce 2,5 volte in più rispetto a chi resta estraneo a questo mondo. Lo dice uno studio McKinsey pubblicato sul Sole24Ore, io mi fiderei.
  • 55% è il tasso di crescita dei marketplace in Italia in termini di giro d’affari, il settore che cresce al ritmo più importante in assoluto nel nostro paese. Parola di Casaleggio Associati.

Quali insight ricavare da questi dati? L’ennesima testimonianza di un Paese che non cambierà mai? No, dal mio punto di vista emerge uno scenario ricco di opportunità, e ora capiamo perché.

  • Quale imprenditore non prenderebbe in considerazione di partecipare ad una fiera di settore, di avere un sito internet o, banalmente, di avere un negozio all’interno del quale vendere i suoi prodotti? Ecco, oggi 92 imprenditori su 100 stanno ignorando di considerare (non di adottare) un’ipotesi di pari importanza.
  • In un periodo di sostanziale stagnazione dell’economia, le opportunità di crescita come quelle che porta l’apertura di un canale di vendita online possono davvero fare la differenza. Sta nelle abilità di un imprenditore capire quali mercati sono potenzialmente interessanti, per poi provare ad aggredirli. E, soprattutto all’estero, probabilmente, c’è trippa per gatti.
  • Aprireste mai il vostro primo punto vendita in Via Montenapoleone? Non credo, salvo casi più rari delle figurine di Volpi e Poggi. A livello digitale c’è la possibilità di partire con un investimenti di minore portata, ed i marketplace possono essere una soluzione interessante anche per chi non dispone delle risorse e del know how necessario per gestire un e-commerce di proprietà (che costa, molto).

In tutti questi 3 casi, a mio avviso la soluzione al problema va ricercata a livello culturale. Il compito, tutt’altro che banale, di invertire la rotta spetta anche ai tanti professionisti e consulenti che vivono quotidianamente questo mondo.

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