App Store Optimization: quali sono le best practice?

  • 6 giugno 2015
  • Seo

Cosa si intende esattamente per App Store Optimization? E perché rappresenta oggi una delle miniere d’oro del digital marketing?

Lo scenario del mobile marketing è in continua evoluzione ed è da sempre contraddistinto da grande dinamicità: se, da un lato, come si evidenzia nel Report 2015 di ComScore, Apple detiene ancora il primato quale società che vende più dispositivi in termini assoluti con il 41,8% del market share (seguita da Samsung con il 29,7%), d’altro canto rileviamo che Android si conferma il sistema operativo più utilizzato con ben il 52,6% dei dispositivi, seguito ovviamente da iOs fermo a quota 41,8%. In questo scenario si muove il complesso mondo delle app e delle piattaforme – il Google Play e l’App Store – dalle quali gli utenti ricercano, approfondiscono, valutano e scaricano – gratis o a pagamento – le applicazioni per il proprio smartphone. La App Store Optimization si occupa, appunto, dell’ottimizzazione del posizionamento delle app nei motori di ricerca degli store: un’attività dalla valenza strategica considerevole, se consideriamo che il 63% degli utenti scopre nuove applicazioni attraverso la ricerca.

Ma quali sono le best practice per una corretta ottimizzazione delle app negli store? Va detto che i principi base della ASO non sono così differenti dal SEO, in particolare per Google Play: innanzitutto, la app title e la app description. La prima è equivalente al title delle pagine web ed è buona norma, proprio come accade nel mondo SEO, che abbia un nome descrittivo, capace di attrarre l’attenzione e che non sia troppo lungo o che contenga caratteri speciali. La seconda, corrispondente al più noto tag meta description di un sito web, deve essere chiara e spiegare caratteristiche e funzionalità della app. Non solo: un rapido brainstorming sulle parole chiave da utilizzare, sui termini di ricerca relativi alla app, a quelli utilizzati dai competitor o utilizzabili dagli utenti può rivelarsi particolarmente utili per conquistare una posizione vantaggiosa nel ranking. La scelta delle keyword – così come la selezione della categoria di appartenenza della app – è un fattore cruciale di ottimizzazione e deve essere guidata da un criterio di pertinenza assoluta; lo stesso discorso vale per il naming che individui la app, per il quale è necessario raggiungere un compromesso tra keyword di ricerca, originalità, descrittività e immediatezza.

Due sono gli elementi tipici dell’ottimizzazione sugli store: la scelta dell’icona, che è il primo elemento che deve attrarre l’attenzione dell’utente e al tempo stesso deve rivelarsi coerente con posizionamento della app (si pensi alla riconoscibilità del marchio, nel caso di app relative ad aziende o brand, o alla valenza grafica delle app di giochi), così come la scelta delle cromie, dello stile grafico. Non secondaria è invece la selezione degli screenshot consultabili dagli utenti, che devono essere in grado di rappresentare le funzionalità e le caratteristiche della app e che siano di comunicare in maniera immediata il tipo di esperienza di navigazione che attende l’utente, che si tratti di un gioco mozzafiato o di una rivoluzionaria app per il benessere psico-fisico o di un comparatore di hotel per prenotare le proprie vacanze. Gli screenshot possono rivelarsi particolarmente utili per stabilire una relazione di fiducia con l’utente che sarà chiamato a compiere ulteriori azioni di conversione – dal pagamento del download, se previsto, all’acquisto di bonus nel caso di giochi e rompicapo, alla condivisione con la propria rete di contatti, fino all’acquisto.

L’aggiornamento è un fattore di ottimizzazione da non sottovalutare. Anche se si tratta di una banale correzione di bug, è essenziale che ogni intervento di implementazione venga comunicato puntualmente così da incrementare la reputazione della app, favorire la retention e incrementare il ranking nello store. Si tratta di uno dei fattori di ottimizzazione off-page – come le recensioni, che forniscono un punto di vista autorevole sulle funzionalità e la rilevanza di una app con contenuti talvolta non disponibili all’interno degli store, e le votazioni, che influiscono direttamente sulle conversioni e i download.  Per Google Play rivestono un ruolo importante anche il numero totale di download e il link building, dal momento che lo store ha accesso diretto ai risultati di ricerca.

Tante buone regole, vero, ma una certezza: la competizione è elevatissima e la strada è tutta in salita soprattutto per le piccole e sconosciute start-up decise a farsi conoscere dal mondo che conta. Per questo oltre alle buone regole dell’ottimizzazione bisogna armarsi di idee originali e distintive e innescare dinamiche che favoriscano la diffusione virale. Solo in questo modo, nel 2015, lo store di Google o di iOs può diventare una miniera d’oro.

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