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«Ancora silenzio per Gian Michele Gangale, cercheremo Mattarella»

Gian Michele Gangale in piazza del... Gian Michele Gangale in piazza del Duomo a Pistoia con la fidanzata Lidiya

QUARRATA. Magari non ci contavano nemmeno, ma una piccola speranza, quella, era legittimo nutrirla. E invece nulla. Il giorno dopo il nuovo appello per Gian Michele Gangale, di telefonate o email, neanche l’ombra. «Ma la nostra battaglia continuerà – assicura l’amico Maurizio Ciottoli – non ci faremo fermare dal menefreghismo e dall’ipocrisia. Vogliamo rivolgerci al presidente della Repubblica Mattarella, a lui chiederemo una mano».

Gian Michele, 37 anni, ex elettricista, da due anni è inchiodato su una sedia a rotelle, da quando, il 24 gennaio 2013, fu aggredito a coltellate in casa sua da una banda di delinquenti che voleva portare a termine una rapina. Gian Michele continua a vivere grazie alle cure costanti dei familiari, in particolare della compagna Lidiya, di nazionalità ucraina. Ma nel maggio scorso la ragazza è dovuta rientrare per motivi familiari nel suo paese. E ora è bloccata lì, i flussi dall’Ucraina in Italia sono bloccati. Di qui l’ennesimo appello, lanciato domenica 21 giugno  attraverso i giornali da Maurizio Ciottoli, consigliere comunale di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale a Quarrata, che il caso di Gian Michele se lo è preso a cuore. Tanto da accompagnarlo in più occasioni a trasmissioni tv per sensibilizzare tutta Italia sul suo caso.

Finora la lotta di Ciottoli è stata soprattutto per far ottenere un sostegno economico a Gangale. Con grande fatica, è arrivato il contributo economico della Società della salute e un aiuto mensile dal Comune di Agliana. L’obiettivo, tuttavia, è quello di spingere lo stato italiano a recepire un articolo della direttiva 2004/80 della Ue, che riconosce un indennizzo alle vittime di reati intenzionali violenti.

Ora, però, tutto passa in secondo piano: Gian Michele ha bisogno della vicinanza di Lidiya, delle sue cure, per poter continuare a vivere una vita accettabile.

Ma l’appello di ieri non è stato raccolto da nessuno, perlomeno finora. Ciottoli non nasconde l’amarezza. «Tutti se ne stanno fregando e questo non è giusto. Oggi (domenica, ndr) non si è fatto vivo nessuno, forse domani, chissà. Verdremo. Comunque non ci fermiamo, questo è certo. Dobbiamo arrivare al presidente della Repubblica e in qualche modo ci arriviamo. Intanto mi rifarò vivo con gli amici che ci hanno aiutato

in questi mesi. Uno è Paolo Del Debbio, il conduttore della trasmissione tv “Quinta colonna”. Quando ci andammo, fu lui a chiedermi di tenerlo informato sugli sviluppi della vicenda ed è quello che farò. Ma i politici di tutti i partiti ci hanno deluso. Ci resta solo Mattarella».

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