Agricoltura sostenibile nei paesi in via di sviluppo: ottimizzare la risorsa acqua

Nell’anno di Expo 2015, diventa fondamentale parlare di agricoltura sostenibile coinvolgendo nel dibattito i Paesi in via di sviluppo, alle prese con disponibilità di risorse scarse, e gettando le basi per progetti di sviluppo rurale che sappiano preservarle.

Tecniche tradizionali rispettose dell’ambiente e tecnologie moderne che, opportunamente rapportate alle peculiarità dei territori, sono in grado di migliorarne il più possibile l’efficienza: ecco il mix che sembra essere la chiave per il presente e il futuro dell’agricoltura sostenibile.

Soprattutto nei Paesi in via di sviluppo e in condizioni di risorse scarse, la capacità di sfruttare a proprio favore la forza di gravità e le pendenze naturali del terreno, così come di utilizzare l’energia solare per azionare sistemi d’irrigazione e fertilizzazione dei campi, possono fare la differenza in ambito di sviluppo rurale.

Nell’anno di Expo 2015 a Milano, le occasioni per dibattere attorno a questi temi insieme ai diretti interessati diventano fondamentali per gettare le basi di collaborazioni future e fare onore all’ormai celeberrimo slogan: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, insieme proposito e sfida in campo agro-alimentare, sociale e ambientale.

E proprio in questo contesto e con queste prospettive, i delegati di 16 padiglioni espositivi africani corrispondenti ad altrettanti Paesi (Ghana, Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Angola, Eritrea, Tanzania, Senegal, Zimbawe, Camerun, Burundi, Sierra Leone, Uganda, Costa d’Avorio, Togo, Isole Comore) hanno partecipato presso il Parco Tecnologico di Lodi a un incontro dimostrativo del progetto DemoField Agriculture of Tomorrow.

Per l’occasione sono stati mostrati e approfonditi i metodi di funzionamento di impianti per l’irrigazione a goccia su piccola scala, azionati da sistemi di pompaggio a energia solare. “Siamo molto interessati a queste nuove tecnologie per l’agricoltura – ha detto Dgibril Sarr del Ministero del Commercio del Senegale stiamo sviluppando un progetto trilaterale con Italia, Israele e Senegal per l’irrigazione moderna di 70 villaggi. Il nostro Paese ha diversi fiumi, ma non le tecnologie per utilizzare l’acqua in agricoltura”.

Nello specifico l’irrigazione a goccia (altrimenti detta “irrigazione localizzata” o “microirrigazione“), che indirizza l’acqua solo dove e quando serve, è la più efficiente. Secondo fonti FAO, in diversi Paesi i risultati ottenuti già qualche anno fa dimostravano che i coltivatori passati dall’irrigazione con impianti a pioggia a sistemi a goccia hanno ridotto il loro consumo d’acqua dal 30 al 60%. Somministrando lentamente acqua alla pianta, depositandola sulla superficie del terreno contigua alla zona della radice, si riduce l’evotraspirazione e il drenaggio i profondità e si ottiene, così, un buon risparmio idrico. La stessa tecnica utilizzata per irrigare le aree verdi di Expo, e che Slow Food rivela di mettere in pratica, insieme ad altre prassi descritte nel documento “Gestione dell’acqua” del suo progetto 10.000 orti in Africa, in favore di un’agricoltura sostenibile, comunitaria e di piccola scala in tutto il continente.

E dunque sistemi di irrigazione localizzati, conservazione dell’umidità del terreno con la pacciamatura, utilizzo di compostiere invece di fertilizzanti chimici, uso di metodi naturali per difendere le piante dai parassiti senza contaminazioni artificiali: questi alcuni dei metodi che, miscelando in ambito agricolo saperi tradizionali, buonsenso e innovazioni possono contribuire a preservare, in termini quantità e qualità, quella risorsa preziosa chiamata acqua.

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